"La bicicletta è la nostra vocazione e abbiamo ancora un grande margine per comunicare la ricchezza della nostra offerta". Dario Piller, Presidente ATC -Associazione Turismo e Commercio Livigno- è un grande appassionato di bici da strada e mountain bike"
Dario Piller, dna sappadino e gardenese, è albergatore a Livigno, proprietario dell’Hotel Spöl. Uno dalle idee ben chiare, che sa formularle, andare dritto alla questione senza fronzoli. “La strada ha dato e dà una grande immagine a Livigno, dal momento che la stragrande maggioranza dei campioni del ciclismo si allena a Livigno. I percorsi sono davvero ideali per un training in altura e così anche tanti amatori in questi anni in estate vengono da noi. Poi c’è la mountain bike, con davvero tanti e variegati percorsi fra le aree park per il gravity e i tradizionali MTB tour off road. Il gravel è la disciplina ad ora meno sviluppata, probabilmente per la natura alpina del nostro territorio, ma anche perché non abbiamo ancora mostrato le potenzialità di alcuni percorsi”.
Piller esalta la vocazione poliedrica di Livigno per la bici, le scelte di valorizzazione e comunicazione della ricchezza della bike area e dell’intero ecosistema biking locale. “Nel contesto attuale, è sempre più importante comunicare la bicicletta anche oltre alla stagione estiva, pensiamo sia questa la direzione da seguire. Parlare di bici anche in inverno con tutte le offerte che Livigno può garantire. E perché no, essere sempre più consapevoli che si può pedalare magari anche in inverno su una fat bike”.
Da albergatore di alto livello quale è, un importante precisazione sul concetto di bike hotel. È una definizione che può risultare ormai superata? “Più che di bike hotels che appare un concetto in evoluzione, e sicuramente non più attuale, preferiamo parlare di hotel bike friendly. Minimi accorgimenti come la bike room -magari videosorvegliata- per mettere in sicurezza le bici, attrezzi per una prima veloce manutenzione, un servizio di lavanderia efficiente per orari e cura dei kit dei ciclisti”. Etichettare l’albergo come bike hotel sembra un concetto superato specie per chi punta una clientela alta ed esigente. Il punto di attenzione è la qualità dell'ospitalità alberghiera, al di là di una specifica etichetta. Un concetto spendibile e innovativo per il turismo delle due ruote e con il profilo di turista a cui punta Livigno".
L’ultima riflessione che ci lascia Piller è relativa alla Granfondo Livigno Alé, gara a cui partecipa sempre. “Nel 2026, ho avuto il dubbio sul fatto che la corsa cronometrata nei soli segmenti in salite potesse essere vissuta in maniera positiva. Ho notato invece uno atteggiamento diverso tra molti partecipanti e meno frenesia in certi frangenti. Tuttavia, lo spirito agonistico è rimasto comunque intatto. Dobbiamo comunicare questo nuovo aspetto e sarà importante curare sempre più l’evento anche nei momenti post gara arricchendolo con eventi collaterali".
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